le attività del blog sono appena ricominciate e per il quarto appuntamento con SPILL THE TEA affronteremo la FOCALIZZAZIONE, utile per quanti abbiano dei dubbi circa l’uso del punto di vista da adottare in un racconto o romanzo.
La Focalizzazione
Prima di tutto, spieghiamo cos’è la focalizzazione.
La focalizzazione è l’adozione di un punto di vista che il narratore assume rispetto ai fatti narrati.
Non esiste una regola fissa nella scelta della focalizzazione, essa dipende in genere dall’istinto dell’autore, ma bisogna comunque fare in modo che esista una struttura coerente e che tutto fili liscio all’interno della storia.
È possibile distinguere tre tipi di focalizzazione:
• Interna: il narratore assume il punto di vista di un dato personaggio. Può essere interna fissa quando il punto di vista è legato a un solo personaggio, o interna variabile quando il punto di vista si alterna tra i vari personaggi.
• Esterna: in questo caso il narratore è un testimone esterno della vicenda narrata e non assume il punto di vista di alcun personaggio. È solitamente adottata nei romanzi gialli e d’avventura per creare suspense.
• Zero: si verifica quando il narratore è onnisciente, ovvero quando ci si imbatte in un narratore che sa più dei personaggi coinvolti e vede tutto.
Questa breve lezione di scrittura termina qui! Se avete dei dubbi o delle domande non esitate a scriverci nei commenti!
Intanto ringraziamo @Sognaretralepaginediunlibro per aver partecipato all’esercizio di scrittura proposto prima delle vacanze.
Di cosa si trattava? Di inviarci un breve incipit di una storia inventata da voi in prima o terza persona!
Di seguito, l’estratto inviatoci da @Sognaretralepaginediunlibro, un esempio perfetto di narrazione in prima persona con focalizzazione interna!
Era giovedì mattina quando ad un tratto sentii mia madre chiamarmi per la colazione, feci un balzo dal letto mi sentivo elettrizzata e spaventata allo stesso tempo anche se non avevo chiuso occhio. Oggi era il giorno fatidico ed io mi ero preparata al meglio per l’audizione alla Juilliard School una delle scuole più prestigiose di arti, musica e spettacolo mondiali. Quando ero piccola i miei genitori mi portarono a teatro per vedere Il lago dei cigni e ne rimasi affascinata, non solo per la bellezza dei movimenti, vedevo i corpi delle ballerine fluttuare nell’aria, sembrava che stessero veramente volando come dei bellissimi cigni; fu in quel preciso istante che capii che era quella la strada che volevo intraprendere. Dissi a mia madre il giorno seguente che volevo iscrivermi ad un corso di danza e lei non si oppose anzi è grazie a lei che mi ha incoraggiato e sostenuto in tutti questi anni se ho deciso finalmente di fare l’audizione.



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