Un divano per tre con Anna Zarlenga


Buon lunedì amici del Salotto,
eccoci a un nuovo appuntamento con Un divano per tre, la rubrica in cui intervistiamo autori o blogger. Per questa settimana vi abbiamo riservato un posto sul nostro divano insieme a noi e a, rullo di tamburi... Anna Zarlenga! Autrice con diversi libri allattivo e che con il suo ultimo romanzo ci ha letteralmente stupito e fatte divertire. Ma, scommettiamo che la conoscerete tutti, perciò, pronti a leggere le sue risposte?

Anna Zarlenga


Ciao Anna, siamo davvero felici di ospitarti oggi a “Un divano per tre”. 
Ti va di raccontarci qualcosa di te?


In che modo ti sei approcciata al mondo della scrittura? 

Da adolescente scrivevo, racconti soprattutto, articoli per il giornalino. Avevo il desiderio nebuloso di diventare scrittrice, ma non sapevo esattamente come fare. Ho vinto un paio di quei premi scolastici che ogni tanto si organizzano, ma da dopo la laurea mi sono fermata, concentrata sul lavoro e sui progetti di vita. La verità è che avevo perso il piacere di scrivere, perché ero convinta che uno scrittore dovesse affrontare grandi argomenti, narrazioni imponenti, serie, drammatiche. E ci provavo, ma non mi riusciva… e mi convinsi che scrivere non facesse per me. La verità era un’altra: dovevo solo trovare la mia strada. Scrivere deve esser un piacere, se non lo è… inutile insistere. E ho scoperto, quasi per caso, che mi piaceva scrivere d’amore. Mi sono iscritta a Wattpad e da lì, con l’interazione dei lettori, ho cominciato a sorridere mentre scrivevo e mi sono detta: perché no?


CE o self-publishing? Perché?

Ritengo entrambe le realtà ugualmente valide, anche se per mio carattere, forse, propendo per la CE. Il self dà libertà, ma la CE offre assistenza su cose che non puoi gestire da sola, non se sei inesperta. Ho avuto una breve esperienza da self, ma la verità è che a me piace lavorare in sinergia e sentirmi parte di una famiglia più grande. Certo, questo vuol dire essere aperti all’ascolto e ai suggerimenti/indicazioni della CE. Non sempre è facile, mentre con il self decidi praticamente tutto tu e questo è molto entusiasmante, ma ti carica anche di numerose responsabilità. Non faccio, però, differenza di valore tra romanzi self e Ce. Il self, se ben gestito, è una parte importante della nuova frontiera dell’editoria.


Raccontaci una tua strana abitudine da scrittore.

Mi piace scrivere all’alba, quando sono riposata e la casa è ancora (per poco) in silenzio.


Come scegli il titolo e la cover del tuo romanzo?

Io sono una frana con i titoli! Di solito li scelgo dopo centordici tentativi… per la cover, in genere amo quelle colorate, e finora le CE hanno sempre interpretato alla perfezione il mio pensiero.


Quanto tempo impieghi normalmente a scrivere un romanzo?

Dai due mesi ai due anni. Scrivo prevalentemente in estate, con sessioni di lavoro massacranti, ma preferisco scrivere tutto in una volta, o quasi. Se mi interrompo, poi, vado a singhiozzo e i tempi di scrittura si allungano.


Quanto sono importanti i social network nel mondo delle pubblicazioni?

Mi sono resa conto che i social sono fondamentali. Oggi il lettore vuole sentirsi vicino allo scrittore e,
diciamoci la verità, a me piace parlare con i lettori. Rispondo a tutti, chiacchieriamo di qualsiasi cosa.
Certo, è faticoso a volte, non si ha spesso il tempo che si vorrebbe. Oggi ci sono vere e proprie strategie, ma niente, io queste cose non riesco a pianificarle e, come per la scrittura, vado a braccio, sperimentando un pochino, divertendomi. Perché se una cosa bella come il rapporto con il lettore deve diventare uno stress da like, io non ci sto tanto. Mi piace fare card. Su quelle non mi risparmio mai! È una cosa che mi diverte tantissimo.


Descrivi che scrittrice sei con tre aggettivi.

Procrastinatrice seriale, disorganizzata, istintiva.


Cosa hanno di te i tuoi personaggi? Ce n’è uno in cui ti riconosci di più?

Non tutti i personaggi sono come me, ma per analogia o antitesi hanno qualcosa di me (come il contrappasso, insomma). Sara è studiosa come me, ha gli occhiali come me, ma è molto più sicura e ha un’autostima molto più forte della mia. Teo somiglia un po’ a mio padre. Non perché mio padre fosse stato un playboy, ma per il suo sguardo scanzonato e irriverente sulla vita. In definitiva, nei miei libri, alla lontana o alla vicina, c’è sempre un pezzetto della mia vita che affiora, anche se poi la fantasia crea intricati disegni che niente hanno a che fare con il mio vissuto.


Il libro che avresti voluto scrivere e perché.

Orgoglio e pregiudizio. Per essere ricordata come la donna che ha dato lo spunto ai successivi romanzi rosa.


Un autore che è fonte di ispirazione per te.

Oddio… tanti. Adoro Amy Harmon, Jennifer Armentrout per la sua scrittura piacevole, Isabel Allende per la capacità evocativa delle parole, Anna Premoli perché è la mia fonte di buonumore, Virginia Dellamore per i suoi storici così romantici…


Hai nuovi progetti in mente? Ti va di anticiparci qualcosa?

Ehm… Ehm… non posso dir troppo ma… Ho terminato un romanzo che mi ha dato molto filo da torcere. Litigavo tutte le mattine con i protagonisti e… spero che questa battaglia abbia avuto un buon risultato. Mi manca qualche capitolo per finire un altro romanzo (che però è molto da rivedere quindi richiederà un lungo lavoro), e ho in programma una storia molto folle. Sorrido solo a pensarci, quindi credo che sia buon segno. Durante le vacanze di Natale proverò a buttarla giù e vedremo cosa ne esce.


La nostra intervista finisce qui! Ti ringraziamo per aver partecipato e ti auguriamo buona fortuna per i tuoi progetti futuri.

Anna Zarlenga è nata a Napoli nel 1979, è laureata in Lettere moderne. Insegnante e madre a tempo pieno, blogger e lettrice per diletto, ha cominciato a sperimentare la scrittura un po’ per gioco. Da quel momento non si è più fermata.
Contatti:
Facebook: Anna Zarlenga
Pagina Facebook: Anna Zarlenga Autrice
Instagram: @annazarlenga


L'appuntamento con l’autrice non si è ancora concluso, vi aspettiamo venerdì con l’approfondimento del suo romanzo “Spiacente, non sei il mio tipo”. Stay tuned!


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