Buongiorno lettori,
bentornati nel nostro Salotto! Oggi vi parliamo di una serie che Mary ha seguito con passione, una serie che le ha tolto il fiato a ogni libro, una serie rude, brutale, forte e passionale. Stiamo parlando della serie “La malavita di Boston” dell’autrice A. Zavarelli, pubblicata in Italia dalla Grey Eagle Publications. Il libro di cui Mary vi parla oggi è Il ladro, il quinto volume della serie!
Autore: A. Zavarelli
Serie: La Malavita di Boston #5
Editore: Grey Eagle Publications
Genere: Mafia romance
Finale: Autoconclusivo
Pagine: 329
Prezzo: 10,81 (Ebook 5,66)
TRAMA
Tanaka
Sono una brava ragazza.
Vivo secondo un codice che non può essere piegato o infranto. È mio dovere nei confronti della mia famiglia rimanere innocente e pura. Sposare un uomo italiano. Le stelle sono già allineate.
Ma Nikolai Kozlov riscrive il mio destino con cinque semplici parole.
Ora tu appartieni a me.
È un mafioso russo. Un ladro. Un abile bugiardo senza confini morali. È tutto ciò che mi è stato insegnato a disprezzare. Un uomo che non si arrende davanti a nulla. Un uomo che prende ciò che vuole senza pensarci due volte.
E quello che voleva ero io.
Pensa di controllare il mio destino, ma ciò che non sa è che a volte sono proprio le brave ragazze quelle da cui devi guardarti.
Nikolai
Sono un uomo pericoloso.
Vivo secondo un codice. Il codice Vory. È mio dovere nei confronti della mia famiglia proteggere la fratellanza. Distruggere chiunque minacci ciò che rappresentiamo, compresa lei.
È una ballerina. Una bellissima bambolina. La mia prigioniera e il mio nuovo pupazzo preferito. Questa principessa della mafia pensa di avermi stregato, ma in realtà è semplicemente una garanzia.
È un peccato distruggere cose preziose
Ma questo è ciò che fanno gli uomini cattivi.
Sono una brava ragazza.
Vivo secondo un codice che non può essere piegato o infranto. È mio dovere nei confronti della mia famiglia rimanere innocente e pura. Sposare un uomo italiano. Le stelle sono già allineate.
Ma Nikolai Kozlov riscrive il mio destino con cinque semplici parole.
Ora tu appartieni a me.
È un mafioso russo. Un ladro. Un abile bugiardo senza confini morali. È tutto ciò che mi è stato insegnato a disprezzare. Un uomo che non si arrende davanti a nulla. Un uomo che prende ciò che vuole senza pensarci due volte.
E quello che voleva ero io.
Pensa di controllare il mio destino, ma ciò che non sa è che a volte sono proprio le brave ragazze quelle da cui devi guardarti.
Nikolai
Sono un uomo pericoloso.
Vivo secondo un codice. Il codice Vory. È mio dovere nei confronti della mia famiglia proteggere la fratellanza. Distruggere chiunque minacci ciò che rappresentiamo, compresa lei.
È una ballerina. Una bellissima bambolina. La mia prigioniera e il mio nuovo pupazzo preferito. Questa principessa della mafia pensa di avermi stregato, ma in realtà è semplicemente una garanzia.
È un peccato distruggere cose preziose
Ma questo è ciò che fanno gli uomini cattivi.
Recensione
Finalmente ho avuto il piacere e l’onore di leggere l’atteso romanzo del fratello di Alexei. Ci troviamo di nuovo di fronte alla mafia russa, che vive seguendo il codice Vory, un codice in cui la mafia è tutto, non importano le emozioni o i sentimenti del singolo, tutto si fa seguendo un codice e rispettando la famiglia.
In questo volume ci troviamo di fronte a Tanaka e Nikolai – chi ha seguito la serie li conosce già , mentre chi non ha mai letto nulla lo scoprirà adesso. Tanaka Valentini è una principessa della mafia. Figlia di un mafioso, è promessa a Dante, un italiano facente sempre parte della mafia. È cresciuta sapendo di doversi sottomettere prima alla sua famiglia, poi a suo marito e l’unica cosa che ha nella vita e di cui abbia il controllo sono il suo corpo e la danza.
Nikolai, invece, è un mafioso in piena regola: sopranominato “il ladro” perché la sua attività prevede replicare quadri di un certo valore spacciandoli per autentici, ha un debito da riscuotere dal padre di Tanaka, Manuel Valentini: dato che lui non può pagare, decide di prendere Tanaka con sé per un periodo e tenerla prigioniera – pur non trattandola da tale. Tanaka, infatti, è inconsapevole di essere anoressica e sulla via del non ritorno; inoltre la sera in cui conosce Nikolai lei sta per esibirsi in uno spettacolo di danza e qualcuno sabota le sue scarpette da ballo, con la conseguenza che, durante l’esibizione, Tanaka finisca per farsi male e rompersi la caviglia. Nikolai, ovviamente, non resta a guardare e così non solo la fa curare da dei nutrizionisti e psicologi, ma le offre anche di fare terapia nella sua palestra.
In questo volume ci troviamo di fronte a Tanaka e Nikolai – chi ha seguito la serie li conosce già , mentre chi non ha mai letto nulla lo scoprirà adesso. Tanaka Valentini è una principessa della mafia. Figlia di un mafioso, è promessa a Dante, un italiano facente sempre parte della mafia. È cresciuta sapendo di doversi sottomettere prima alla sua famiglia, poi a suo marito e l’unica cosa che ha nella vita e di cui abbia il controllo sono il suo corpo e la danza.
Nikolai, invece, è un mafioso in piena regola: sopranominato “il ladro” perché la sua attività prevede replicare quadri di un certo valore spacciandoli per autentici, ha un debito da riscuotere dal padre di Tanaka, Manuel Valentini: dato che lui non può pagare, decide di prendere Tanaka con sé per un periodo e tenerla prigioniera – pur non trattandola da tale. Tanaka, infatti, è inconsapevole di essere anoressica e sulla via del non ritorno; inoltre la sera in cui conosce Nikolai lei sta per esibirsi in uno spettacolo di danza e qualcuno sabota le sue scarpette da ballo, con la conseguenza che, durante l’esibizione, Tanaka finisca per farsi male e rompersi la caviglia. Nikolai, ovviamente, non resta a guardare e così non solo la fa curare da dei nutrizionisti e psicologi, ma le offre anche di fare terapia nella sua palestra.
«Perché mi chiami così?» chiedo.
«Zvezda?»
Annuisco.
«Perché non dovrei? Sei la mia stella. La mia ballerina. La mia luce del nord. Penso che tu mi spinga a comportarmi bene.»
Nonostante l’odio iniziale di Tanaka nei confronti del suo carceriere, l’attrazione che li lega non farà che esplodere – come e in quale circostanza lo constaterete voi – ed acuirsi sempre di più. C’è solo un piccolo problema: Nikolai deve sposare la figlia del suo capo, Ana, e non può contravvenire agli ordini impartitigli.
«Vieni, zvezda» esorta. «Ãˆ giunto il momento.»
«E se dicessi che non voglio?»
La sua mano trema, ma non si ritira. «Allora, mi spezzeresti il cuore.»
«Non sapevo che avevi un cuore da spezzare» sussurro.
«Persino i mostri hanno un cuore, mia cara.»
Il ladro, alla fine, si ritrova vittima di un grande furto: il suo cuore. E non c’è niente che possa fare per riaverlo indietro, perché la ragazza che gliel’ha rubato non è disposta a fare marcia indietro. Entrambi hanno un passato difficile – come si può intuire dalle famiglie da cui provengono – e trovano conforto l’uno nell’altra.
«Dimmi la verità , zvezda» insiste. «Sarà l’unica volta in cui te lo chiederò, prima di sparire per sempre dalla tua vita. Se mi ami, dillo ora.»
Ovviamente, a volte solo l’amore non basta, non nella mafia. Benché in certe culture, come quella russa – anzi, come quella ideata dall’autrice – il matrimonio sia considerato sacro, non è semplice per un mafioso scegliere una donna che sia di un’altra cultura, anzi è quasi impossibile.
Le prove che i nostri protagonisti dovranno affrontare saranno dure e varie e li stremeranno, tanto da indurre il lettore a un mancato lieto fine. Ancora una volta, lo stile della Zavarelli spacca, poiché l’autrice è riuscita a creare un mondo complesso, a parlarne, mettendone in risalto gli aspetti positivi e negativi. Per chi nasce in un ambiente come questo è impossibile uscirne e lei ce lo fa capire, non ci risparmia le cattiverie e gli spargimenti di sangue, ma ci mostra anche qualcosa di buono, perché in fondo si tratta di persone e non di macchine.
Dopo aver letto cinque libri di quest’autrice – e moltissimi mafia romance – posso dire che il connubio creato dalla Zavarelli – sentimentalismo e attività mafiosa – mi piacciono da morire. C’è un bilanciamento giusto, un bilanciamento in cui non ci sono tempi morti, non c’è spazio per tirare un sospiro di sollievo: se non è un colpo di pistola è un colpo al cuore quello che vi sorprenderà .
Insomma, io non posso che consigliarvela! Se non avete mai letto il genere, comunque partendo da Il Corvo potrete introdurvi più dolcemente a questo mondo.
Le prove che i nostri protagonisti dovranno affrontare saranno dure e varie e li stremeranno, tanto da indurre il lettore a un mancato lieto fine. Ancora una volta, lo stile della Zavarelli spacca, poiché l’autrice è riuscita a creare un mondo complesso, a parlarne, mettendone in risalto gli aspetti positivi e negativi. Per chi nasce in un ambiente come questo è impossibile uscirne e lei ce lo fa capire, non ci risparmia le cattiverie e gli spargimenti di sangue, ma ci mostra anche qualcosa di buono, perché in fondo si tratta di persone e non di macchine.
Dopo aver letto cinque libri di quest’autrice – e moltissimi mafia romance – posso dire che il connubio creato dalla Zavarelli – sentimentalismo e attività mafiosa – mi piacciono da morire. C’è un bilanciamento giusto, un bilanciamento in cui non ci sono tempi morti, non c’è spazio per tirare un sospiro di sollievo: se non è un colpo di pistola è un colpo al cuore quello che vi sorprenderà .
Insomma, io non posso che consigliarvela! Se non avete mai letto il genere, comunque partendo da Il Corvo potrete introdurvi più dolcemente a questo mondo.




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