Buongiorno lettori,
a farci compagnia in questa nuova puntata di Un divano per tre c’è Deborah Begali, scrittrice e amante degli historical romance come noi. Siamo entusiaste di accoglierla nel nostro salotto e di leggere le sue risposte alla nostra intervista. Voi siete pronti a conoscere cosa ci ha rivelato Deborah? Cominciamo subito!
Deborah Begali
Ciao Deborah, siamo davvero felici di ospitarti oggi a “Un divano per tre”.
Ti va di raccontarci qualcosa di te?
Ti va di raccontarci qualcosa di te?
Com’è nata la tua passione per il genere storico?
La mia passione per lo storico nasce con zia Jane. Ho amato tanto e a lungo le opere di Jane Austen e su di lei ho approfondito i miei studi, in particolare sulla sua biografia, sulle lettere, sul tempo in cui viveva e sul mondo che era “costretta” ad affrontare. Il periodo della reggenza mi ha sempre affascinato: usi e costumi, tradizioni, cibo. Così, con Georgiana, mio romanzo d’esordio, ho voluto omaggiare le opere della Austen e in qualche modo “intrattenermi”. Il romanzo infatti nasce da una sorta di feuilleton che ho tenuto per mesi sulla piattaforma Wattpad. Vedendone la ricezione molto positiva ho deciso di provare a proporlo a diverse case editrici. In seguito è giunto l’interesse di Fanucci Editore.
Quanta ricerca fai durante la stesura di un romanzo? E in che modo ti documenti?
Molto lo devo ai film. Sono la mia prima e più grande passione. Quindi ho sempre fatto incetta di sceneggiati, serie tv, period drama e lungometraggi. In particolare per il seguito di Georgiana, Il 6 di Oxford Street, si sono rivelati utili diversi documentari sulla vita in marina. Altra grande fonte di ispirazione è la visita diretta dei luoghi dove ho ambientato la mia dilogia “regency”. Sono stata in Inghilterra molto spesso durante la stesura di entrambi i romanzi. Ho studiato approfonditamente i luoghi di Londra dove volevo “far muovere” i personaggi, ho visitato antiche magioni (che in UK sono visitabili ed equiparabili ai nostri musei). Sono salita a bordo del Cutty Sark (clipper 800esco per le spedizioni del tè ormeggiato in quelle che un tempo erano le Pools). Insomma film e visite. Poi, chiaramente, ci sono le biblioteche sia locali (volumi in lingua originale e sul territorio), sia i cataloghi online. E, ovviamente, la lettura di ogni singolo classico che possa attrarmi.
Georgiana e Il 6 di Oxford Street rientrano tra i romanzi Regency, cosa ti affascina di quel periodo?
È un’affinità elettiva che non saprei ben spiegare. Amo le buone maniere, quel romanticismo celato fatto di gesti e poche parole, i costumi stile impero (guai a dirlo agli inglesi che derivano dall’impero Napoleonico). Per una parte della mia vita sono stata molto presa dalla lettura di O’Brien e da tutto ciò che richiamava la guerra navale tra inglesi e francesi. La reggenza è stato l’ultimo baluardo di frivolezze e mondanità prima dell’austerità vittoriana. Insomma, un periodo molto felice a mio avviso.
Georgiana è caparbietà e risolutezza, senza capacità di convogliare nel modo giusto queste due energie. Sa dove vuole arrivare anche se si lascia travolgere da un sentimento che non può controllare. Ritengo di averla riscattata nel seguito. Il finale, in particolare, penso sia in realtà il suo inizio. Ha lottato fino a quel momento in preda a sentimenti d’ogni tipo, in qualcosa è riuscita, in qualcos’altro no. Ma alla fine prende una decisione che, a mio avviso, segna un cambiamento profondo su ciò che è disposta ad accettare nella sua relazione con Lucas. Benedict è… Benedict. Sempre coerente, rigido nelle sue decisioni, non lo definirei misogino, quanto, in generale, misantropo. Egli rifiuta il suo mondo e rifiuterebbe anche Georgiana, se non fosse innamorato di lei. Lucas è incostante anche e soprattutto nelle sue dimostrazioni d’affetto. Trattiene e poi esplode. Cela e poi svela con impeto. Non riesce a fare i conti con “quella tristezza che lo rende abominevole” direbbe Jo.
Come descriveresti Georgiana e Lucas?
Georgiana è caparbietà e risolutezza, senza capacità di convogliare nel modo giusto queste due energie. Sa dove vuole arrivare anche se si lascia travolgere da un sentimento che non può controllare. Ritengo di averla riscattata nel seguito. Il finale, in particolare, penso sia in realtà il suo inizio. Ha lottato fino a quel momento in preda a sentimenti d’ogni tipo, in qualcosa è riuscita, in qualcos’altro no. Ma alla fine prende una decisione che, a mio avviso, segna un cambiamento profondo su ciò che è disposta ad accettare nella sua relazione con Lucas. Benedict è… Benedict. Sempre coerente, rigido nelle sue decisioni, non lo definirei misogino, quanto, in generale, misantropo. Egli rifiuta il suo mondo e rifiuterebbe anche Georgiana, se non fosse innamorato di lei. Lucas è incostante anche e soprattutto nelle sue dimostrazioni d’affetto. Trattiene e poi esplode. Cela e poi svela con impeto. Non riesce a fare i conti con “quella tristezza che lo rende abominevole” direbbe Jo.
In che mondo è ambientato il tuo nuovo romanzo L’amazzone e il vichingo?
Un mondo duro, ostile alle donne, misogino. L’odio per le donne è uno dei sentimenti su cui più innesto i miei romanzi. Sia che sia uno storico, sia che sia un fantasy come il mio ultimo libro. Ne L’amazzone e il vichingo si contrappongono non solo due generi ma due universi diversissimi. Da una parte c’è l’astuzia e il tentativo disperato di sopravvivere che muove Morrigan, l’eroina femminile. Dall’altra la forza e l’insensata volontà d’autodistruzione di Cristen. I due protagonisti si incontrano e scontrano e ognuno non è disposto a cedere di un millimetro sui propri ideali.
L’historical romance è un genere in crescita ma non ancora apprezzato dalla maggior parte dei lettori, come mai secondo te?
Non saprei dire se è poco apprezzato. Io ho trovato un buon riscontro su Wattpad, prima e in seguito con la pubblicazione di entrambi i primi due romanzi. Probabilmente il romance storico è meno apprezzato di un contemporaneo perché spesso è sentito come lontano, spersonalizzante. Per me è sempre stato il contrario. Nei classici (che spesso ispirano il romance storico) c’è un amore e una serie di sentimenti che io ho personalmente sperimentato oggi, 2020 d.c.
Come reagisci alle recensioni negative?
Molto duramente (con me stessa). Sto ancora imparando a gestire i sentimenti che mi vengono suscitati da chi legge e recensisce i miei romanzi. E non parlo solo dei commenti negativi. È una sorta di imbarazzo a cui non ci si abitua mai, ma sto cercando di migliorarmi. Su alcune piattaforme è facile selezionare un vero giudizio negativo da un commento che invece non ha fondatezza. Purtroppo online si trova di tutto: da chi ha letto tutto e spiega con chiarezza cosa non ha apprezzato (anche con toni duri) a chi, invece, legge solo l’incipit e decide – non si sa per quale motivo – di “recensire” il libro dicendo la sua.
Quali sono i tuoi prossimi progetti? Puoi condividere qualcosa con noi?
Sono in fase di revisione di un romanzo storico ambientato nella puritana epoca vittoriana. Coprirà diversi tempi che mi sono cari e presenterà due intrecci amorosi che, a mio avviso, sono tanto dirompenti quanto difficili da esplorare. Alcuni ingredienti? Quattro giovani della media-borghesia londinese che definirei “posh”, un’enigmatica ragazza che nasconde un segreto, uno scandalo in campagna e una sequela di sentimenti contradditori (come piacciono a me). Dopo aver concluso con questo lavoro darò un seguito a L’amazzone e il vichingo che prenderà il titolo de L’ultimo re del mondo.
La nostra intervista finisce qui! Ti ringraziamo per aver partecipato e ti auguriamo buona fortuna per i tuoi progetti futuri, insieme a un grande in bocca al lupo per i tuoi romanzi!
Deborah Begali vive e lavora a Verona come giornalista e web content. Ama i classici disperatamente, adora il cinema anni ’90 e nel tempo libero viaggia a più non posso. Da anni visita e recensisce parchi a tema sparsi in tutto il mondo. Georgiana è stato il suo romanzo d’esordio (Fanucci, 2018) a cui è seguito Il 6 di Oxford Street (Fanucci, 2018). L’amazzone e il vichingo è il suo primo romanzo d’amore ad ambientazione fantasy.
L'appuntamento con l’autrice non si è ancora concluso, vi aspettiamo venerdì con l’approfondimento del suo romanzo “L’amazzone e il vichingo”. Stay tuned!



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