Buongiorno lettori del Salotto,
oggi Fede partecipa al Review Party del nuovo libro di Christina Mikaelson: La sindrome di Didone: Tracotanza, primo volume dell'omonima serie. Volete conoscere la sua opinione su questo young adult? Allora, continuate a leggere!
oggi Fede partecipa al Review Party del nuovo libro di Christina Mikaelson: La sindrome di Didone: Tracotanza, primo volume dell'omonima serie. Volete conoscere la sua opinione su questo young adult? Allora, continuate a leggere!
Autore: Christina Mikaelson
Serie: La sindrome di Didone #2
Editore: Self publishing
Genere: Young adult, Romance
Finale: Non autoconclusivo
Pagine: 485
Prezzo: 15.00 (Ebook 2,99)
TRAMA
Roma 2006.
Caterina e Adriano hanno raggiunto una tregua, entrambi sono venuti a patti con l’attrazione che provano l’uno verso l’altro, ma non hanno ancora rivelato a nessuno la verità sulla loro finta relazione. Intanto, però, il rapporto tra Leonardo e Beatrice inizia a incrinarsi e questo rischierà di intaccare i delicati equilibri che si sono stabiliti.
Anche gli altri personaggi, intrecciati in maniera indissolubile ai protagonisti principali, dovranno fronteggiare le loro insicurezze più profonde.
Superbia, il secondo volume della trilogia, si addentrerà sempre di più nei pensieri e nei sentimenti dei ragazzi del liceo Giulio Cesare, raccontando i loro sogni e le loro debolezze.
Recensione
Cari lettori, vi anticipo che il romanzo di cui vi parlerò in questa recensione volo dritto nella mia top 10 dei romanzi più belli del 2021! Tutto merito dell'autrice Christina Mikaelson e dei suoi personaggi, che ancora una volta sono riusciti a trasportarmi all'interno del loro mondo e delle loro avventure quotidiane, e vi assicuro che le "avventure" saranno davvero tante.
Le vicende riprendono da dove si erano interrotte, Cat e Adriano continuano a portare avanti la loro "finta" relazione, Leonardo e Bea sono ai ferri corti e Fabrizio ha fatto la sua mossa e tenterà con tutti i mezzi di convincere la ragazza di cui è innamorato a dargli una possibilità . Nel frattempo, Micaela si trova a Milano e non tutto procede per il verso giusto.
Il tutto è condito da citazioni latine, passi di letteratura e atmosfere e oggetti che ci riportano direttamente nel 2006.
Vi ricordo, inoltre, di tenere sempre a mente il titolo di questo romanzo: superbia, perchè l'autrice non l'ha scelto a caso, ma rappresenta la parola chiave di tutta la storia. Ogni domanda potrebbe avere come risposta: la superbia.
Odiava l’emozione che le scatenava quando le riservava un sorriso o la sfiorava anche solo di sfuggita. Lo odiava quando la faceva ridere, quando aveva ragione, quando la fissava intensamente con i suoi occhi di ghiaccio; lo odiava quando flirtava in maniera sfacciata con lei e detestava la sua assoluta mancanza di discrezione quando faceva battutine fuori luogo su tutto e tutti. Ma la cosa che odiava di più era il fatto che non riuscisse a odiarlo, nemmeno un po’, neanche un pochino, nemmeno niente, per citare uno dei suoi film preferiti.
Caterina Farnesi e Adriano Greco sono intensi, appassionati, orgogliosi, si ritrovano ad avvicinarsi ancora di più, a essere complici, a confessarsi cose che non avrebbero mai creduto di poter confidare a qualcuno. Ma, allo stesso tempo, continuano a battibeccare, a lanciarsi frecciatine, a provocarsi. Le scene intime in cui sono coinvolti risultano ardenti, dense di passione, scritte magistralmente dall'autrice.
Il loro rapporto compie dei passi avanti, e forse entrambi si sono finalmente resi conto non stanno insieme solo per finta, perchè le sensazioni, le emozioni che provano e che trasmettono al lettore, sono vere, reali, autentiche e nessuno, nemmeno Leonardo che si è svegliato all'improvviso, potrà metterle in dubbio. I più grandi nemici del sentimento che c'è tra questi due testardi, sono proprio loro stessi.
Lui era magma e lei vulcano. Ma sarebbe bastata anche la più lieve brezza a tramutare il magma in ghiaccio e il vulcano in iceberg. Perché loro erano così, sempre soggetti alla più piccola perturbazione, cuori agitati dal vento. Non erano il ghiaccio e il fuoco, il bene e il male, il buio e la luce. Non si compensavano e non dipendevano l’uno dall’altro: avrebbero continuato a esistere lo stesso anche senza l’altro. Se uno fosse stato fuoco, l’altro sarebbe stato incendio. Se uno fosse stato guerra, l’altro sarebbe stato pestilenza. E come si faceva a spegnere il fuoco col fuoco? A battere il male con il male? A illuminare il buio col buio?
Per quanto riguarda gli altri personaggi, ho rivalutato moltissimo Beatrice; non è la solita ragazza a cui importa solo l'aspetto esteriore e se dapprima sembra superficiale, nel corso del tempo, ci si rende conto che ha un animo profondo e delle fragilità nascoste e sono contenta che finalmente abbia trovato qualcuno con cui confidarsi ed essere sé stessa al 100%.
In generale, i personaggi secondari nella trilogia della Mikaelson non sono lasciati lì sullo sfondo, ma sono parte attiva della storia, grazie anche all'uso della terza persona, indispensabile per riuscire a far trasparire i pensieri e le emozioni di tutti.
La gelosia era un sentimento che lo umiliava, lo rendeva vulnerabile, difettoso, privo di dignità . Voler essere qualcun altro era uno spreco della persona che eri. Non si sentiva così da tempo immemore, e lo odiava, e odiava ancora di più che la causa di quello stato d’animo fosse una donna.
Si avverte l'evoluzione dei personaggi anche se la storia mantiene lo stesso ritmo narrativo del primo libro. Non mancheranno i colpi di scena neanche in questo secondo volume, che vi porteranno a tifare prima per un personaggio e poi per un altro, anche se io sarò forever&ever Team Adriano Greco! Come si fa a simpatizzare per colui che inizia per L.? *faccina pensierosa* Anche se devo ammettere che Leonardo, rispetto al primo libro, he avuto una crescita che non mi aspettavo e che mi trovo d'accordo con alcune decisioni che ha preso, speriamo solo che le porterà avanti.
Era così bello, dannazione, così bello da aver catalizzato tutta la luce del sole su di sé. I raggi sembravano illuminare soltanto lui e lasciare in penombra il resto del mondo. I suoi occhi erano due lande di ghiaccio infinite. A volte le davano l’impressione di essere così limpidi da potercisi specchiare. Col tempo aveva scoperto che erano cangianti: a seconda del clima e della luce, potevano assumere una tonalità che si avvicinava al grigio del cielo in tempesta o all’acquamarina.
Dato che parliamo di una trilogia di romanzi NON autoconclusivi, il finale è pure peggiore rispetto al primo libro. L'autrice ci fa dono di un gigantesco cliffhanger che fa rimanere il lettore sconvolto e con l'incredibile voglia di avere subito il volume conclusivo tra le mani. Quindi, grazie Christina! Adesso, sforna subito il prossimo perchè io non posso resistere!!
Scherzi a parte, se avete amato Tracotanza (e se non lo avete amato, recuperate subito!) non riuscirete a staccare gli occhi dalle pagine di Superbia, una storia coinvolgente, per niente banale, a tratti passionale, con personaggi che amerete la maggior parte delle volte, ma che ogni tanto vorrete uccidere. Insomma, uno young adult che finalmente rende giustizia alla categoria!
Detto questo, vi aspetto alla prossima recensione!


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